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Diagramma di flusso sull'impianto argomentativo che fonda le contestazioni di Abuso del Diritto nelle Operazioni M&A mosse dall'Agenzia delle Entrate nel caso Wind Power Sud (Cassazione, sentenza 16559/2025).

Infografica intitolata “L’impianto argomentativo dell’Agenzia delle Entrate – Le Contestazioni Erariali nel Caso Wind Power Sud (Cass. Sent. 16559/2025)” firmata dall’Avv. Matteo Allegretti, PhD. Il grafico descrive in 4 blocchi l’iter accusatorio del Fisco:

1. La contestazione iniziale sulla deducibilità degli oneri: L’Agenzia contesta la deduzione di 22,4 milioni di euro di interessi passivi. Rileva che la NewCo (MP) era una “scatola vuota” priva di ROL, impossibilitata a dedurre oneri finanziari ex art. 96 TUIR.

2. Le due presunzioni parallele (2A e 2B):
2A. La presunzione di artificiosità: Applicazione della norma antielusiva (art. 37-bis D.P.R. 600/1973, oggi art. 10-bis L. 212/2000). L’ingresso del socio AER è considerato un pretesto per non fare una lineare cessione di quote.
2B. L’elusività del debt push-down (Il ROL): La fusione ha “traslato” il debito sulla Target (WPS) dotata di ROL, aggirando l’indeducibilità in capo alla NewCo per ottenere un indebito risparmio fiscale.

3. Lo “Ius Superveniens” di prassi e l’autotutela parziale: Con la Circolare n. 6/E/2016 che sdogana i MLBO richiesti dalle banche, l’Ufficio adotta un’Autotutela Parziale annullando l’accertamento per il 50% (la quota del nuovo socio AER), ma confermando l’indeducibilità per il residuo 50%.

4. La tesi erariale sulla “circolarità parziale”: Il Fisco ritiene che il permanere dei soci storici invalidi pro-quota l’operazione, configurando un Abuso del Diritto nelle Operazioni M&A poiché all’operazione di LBO hanno concorso i medesimi soggetti che controllano la target.

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