Notifica provata con la CAD…Le Sezioni Unite!

Per le Sezioni Unite della Corte di Cassazione, in assenza del destinatario, la notifica è provata con la CAD (Comunicazione di Avvenuto Deposito).

Il perfezionamento della notifica ai sensi della L. 890/1982 è dimostrabile con la produzione della CAD .

Ciò, qualora l’atto non venga consegnato al destinatario (a) per rifiuto a riceverlo, (b) per temporanea assenza del destinatario stesso ovvero (c) per assenza/inidoneità di altre persone a riceverlo.

In giudizio, il notificante potrà provare il perfezionamento della notifica “solo” producendo la CAD. Più esattamente, dovrà produrre l’avviso di ricevimento della raccomandata che comunica l’avvenuto deposito dell’atto notificando presso l’ufficio postale (i.e., CAD). Non sarà invece ritenuta sufficiente a tale scopo, la produzione della sola ricevuta di spedizione.

Così si sono espresse le Sezioni Unite della Corte di Cassazione con la sentenza n. 10012/2021, pubblicata il 15 aprile 2021 (1).

Per una migliore comprensione della sentenza in argomento, si consiglia di leggere prima l’articolo Notifica degli atti tributari a mezzo posta

Esaminiamo insieme i punti più interessanti della pronuncia in commento.

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Notifica degli atti tributari a mezzo posta

Nella notifica degli atti tributari a mezzo posta, l’invio della seconda raccomandata informativa non è sempre necessario. In caso di mancato recapito al destinatario, è sufficiente che l’agente postale lasci l’avviso di giacenza nella cassetta della posta. L’atto verrà poi depositato presso l’ufficio postale. Decorsi 10 giorni dalla data di rilascio dell’avviso di giacenza, la notifica si intenderà validamente perfezionata per “compiuta giacenza”.

Così si è espressa la Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 10131/2020, pubblicata il 28 maggio 2020.

A tal proposito, la Corte ha ricordato che l’Ufficio può procedere alla notifica “diretta” a mezzo del servizio postale. E ciò, in alternativa alla notifica a mezzo ufficiale giudiziario. L’ordinanza si sofferma quindi sul perfezionamento della notifica degli atti fiscali, nel  caso di mancato recapito. In questa circostanza, precisa la Corte, la seconda raccomandata informativa è richiesta solo nella notifica a mezzo ufficiale giudiziario.

Il caso ci offre la possibilità di svolgere alcune utili considerazioni sulla notifica degli atti tributari a mezzo posta.

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Cartella di pagamento: prescrizione di 5 anni

La cartella di pagamento ha una prescrizione di 5 anni. Lo ha ribadito la Cassazione con l’ordinanza n. 7409 del 2020, in materia di contributi previdenziali/assistenziali INPS e INAIL.

Il Supremo Collegio ha rigettato, ancora una volta, l’impostazione dell’Agenzia delle Entrate tesa all’applicazione della prescrizione di 10 anni. La Cassazione conferma così i principi giuridici già delineati e sottolineati con le precedenti pronunce. Tra queste, si segnalano: SS.UU. sentenza n. 23397/2016 e ordinanza n. 10025/2019.

Tuttavia, sulla prescrizione della cartella di pagamento non si può generalizzare (5 anni? 10 anni?, ecc.)

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Corte di Cassazione – ordinanza n. 7409/2020

Prescrizione della cartella: ancora la Cassazione! L’ordinanza n. 7409/2020, torna ancora sulla prescrizione della cartella di pagamento. In tema di contributi INPS e INAIL si prescrive in 5 anni. L’ordinanza richiama e conferma principi giuridici dalla Suprema Corte già espressi in precedenti arresti. Ad es., cfr. ordinanza n. 10025/2019 e SS.UU. sentenza n. 23397/2016. Di … Leggi tutto

Corte di Cassazione – ordinanza n. 10025/2019

La Corte di Cassazione sulla prescrizione della cartella di pagamento, con l’ordinanza n. 10025/2019, ribadisce la prescrizione quinquennale. Viene in tal modo confermato il principio di diritto già delineato dalla sentenza delle Sezioni Unite n. 23397/2016 . Si riporta qui di seguito il testo della pronuncia Per approfondire il tema, leggi l’ordinanza n. 7409/2020 e … Leggi tutto

Cassazione SS.UU. – sentenza n. 23397/2016

Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione dettano rilevanti principi sulla prescrizione della cartella di pagamento. Lo fanno con la sentenza n. 23397/2016. Consulta, in particolare, il capo 22 della sentenza qui di seguito riportata. Tali principi sono stati poi più volte confermati da successive pronunce della medesima Suprema Corte (cfr. ordinanza n. 10025/2019 e … Leggi tutto